IL CASTAGNO
Il bosco di Castagno:
Il castagno è una delle piante maggiormente diffuse nella nostra valle. Per ricavarne frutti, legname e lettiera per il bestiame, l'uomo l'ha sostituito in molte zone alla vegetazione «naturale». Nel castagneto trovano rifugio molti animali, che utilizzano sia gli anfratti dei vecchi tronchi per ripararsi, che i frutti, le comuni castagne, per il loro nutrimento.
Cenni storici:
Il castagno fu probabilmente introdotto in Valtellina dagli antichi Romani; la sua diffusione aumentò in seguito grazie alle qualità del frutto: la castagna. La castanicoltura continuò ad essere importante anche quando si ebbe l'introduzione di altri tipi di coltivazione, quali il frumento, la segale, il granturco e, assai più tardi, la patata. Numerosi furono i tentativi per la costituzione di selve anche in zone non propriamente adatte; risalgono infatti al XVI e XVII secolo i muretti a secco nelle zone più impervie, al fine di favorire una migliore accessibilità al castagneto e di limitare il rotolamento dei frutti.
Gestione selvicolturale:
Le piante di castagno solitamente recano sul fusto, a distanze variabili dalla base, una cicatrice che rappresenta il punto d'innesto. Ma cosa s'intende con questo termine? L'innesto è una tecnica che consente di "trapiantare" un rametto di una pianta con buone caratteristiche della chioma, e quindi del frutto, su un'altra pianta di cui si conosce invece la robustezza dell'apparato radicale. In tal modo si ottengono alberi che hanno le caratteristiche desiderate e possono essere più resistenti rispetto alla pianta originaria. Nel caso del castagno, l'innesto viene effettuato prevalentemente per la produzione di castagne di maggiori dimensioni.

Limantria (Lymantria dispar)


Calosoma (Calosoma sycophanta)


Allocco (Strix aluco)


Picchio Verde (Picus viridis)
Uccello diurno arrampicatore con becco a scalpello, col quale cattura le larve degli insetti che attaccano i tronchi. Nidifica nelle cavità da lui scavate.


Scoiattolo (Sciurus vulgaris)
Mammifero roditore diurno, costruisce un nido sferico, solitamente su una biforcazione dei rami vicino al tronco principale. Si ciba di semi, di germogli, di tuberi e funghi. Non va in letargo.


Toporagno (Sorex araneus)


Formica Nera (Lasius niger)


Pipistrello (Pipistrellus pipistrellus)


Ghiro (Glis glis)


Ape domestica (Apis mellifera)


Tasso (Meles meles)
